Sales de panza sales di costanza (Meglio Jason Momoa o Sandro Panzottera?)

Caro Imprendicopy,

quante volte studiando i materiali di marketing dei grandi maestri ti sei chiesto: ma anche le mie grafiche devono essere così brutte per funzionare?”.

Oggi siamo abituati al design moderno che spinge al 100% verso l’estetica, l’armonia visiva e la regolarità cromatica. Insomma, vuole creare delle opere d’arte. Anche (e soprattutto) quando si tratta di pubblicità.

 

 

Pubblicità come questa sono destinate a diventare dei bellissimi meme, ma a non far capire di che diamine di prodotto si stia parlando. L’avresti mai immaginato che serviva a vendere del té freddo?

Questa visione, che è quella con cui siamo cresciuti, è in netto contrasto con quella del direct marketing che abbiamo appreso negli ultimi anni, che invece dell’estetica se ne frega per puntare tutto sul copy.

Dopo una certa viene da chiedersi: “Dove diamine sta la verità? Punto al bello per sembrare una big corporation megafiga o sto nel brutto per sembrare più “vero” anche se voglio pormi in modo molto serio sul mercato?”

Ti dirò la verità: non c’è una risposta preconfezionata e definitiva su nessuno dei libri o corsi che ho studiato (anche perché, come sempre, ognuno cerca di tirare acqua al proprio mulino).

Tuttavia, visto che ogni giorno lavoro per aziende totalmente diverse tra loro che necessitano di grafiche altrettanto diverse, posso esporti il mio punto di vista.

Ma te lo dico subito: non ti piacerà.

Non ti piacerà perché ancora una volta da quando ti sei messo a studiare il direct marketing, dovrai rimettere tutto in discussione e iniziare ad aggiungere un nuovo ingranaggio al tuo meccanismo di produzione dei materiali.

Ma non temere: a parte forse un piccolo shock iniziale, sarai in grado di metabolizzare e fare tue tutte le lezioni contenute in questo articolo.

Appena le avrai assorbite, la tua capacità come marketer salirà ulteriormente di livello e sarai in grado di valutare con precisione scientifica il tipo di grafica di cui hanno bisogno i tuoi materiali per aumentare la loro potenza appioppante.

Are you ready my friend?

Si parte.

Meglio Jason Momoa o Sandro Panzottera?

l’altro giorno durante la mia ricerca quotidiana di meme, mi sono imbattuto in un format stupidissimo che mi è subito sembrato azzeccato per ribadire l’importanza del graficare le sales letter come si deve.

 

 

C’è da dire che quel rastrello incute comunque la sua buona dose di timore

L’ho pubblicato nel gruppo e, oltre alle normali reazioni divertite è arrivato anche un commento interessante:

“Voto la seconda. Molto più realistica, veritiera. La prima mi sembra troppo impostata.”

Al 90% il commento era ironico, ma sai una cosa caro imprendicopy?

Questo commento è assolutamente azzeccato.

La sales “Jason Momoa” infatti va bene in molte situazioni, ma non in tutte.

Ci sono alcune situazioni in cui la sales “Sandro Panzottera” può funzionare molto meglio, ma dipende da alcuni fattori molto importanti come:

  1. Chi è il target?
  2. Quanta importanza da all’aspetto grafico dell’azienda?
  3. Una bella grafica gli comunica cura o “troppo costoso”?

Sono solo alcune delle domande fondamentali che devi farti (le altre le troverai più avanti nell’articolo) per capire velocemente se hai bisogno di Momoa o di Panzottera.

Occhio però ad una cosa…

…la sales Panzottera non equivale alla sales Pagliaccia o alla sales Grigiona

Chiarisco una cosa importanterrima prima di proseguire.

 

 

Questo è un esempio di Sales Panzottera che ho realizzato: non ha chissà quanti colori o immagini, eppure è ben leggibile, ha i font giusti e si legge in modo molto naturale

La Sales Panzottera non è uno schifo totale con font, colori e immagini a caso.

Malgrado il nome la sales Panzottera è comunque:

  • Estremamente leggibile;
  • creata per potenziare le leve emotive del copy;
  • dotata di un percorso ottico che viene naturale seguire.

Ti ho già fatto l’esempio prima, ma te lo rimetto qui per farti capire com’è fatta la sales Panzottera.

Non ha troppi fronzoli grafici, immagini giganti super fighe o altro, ma è ordinata e ben leggibile SEMPRE:

Che cos’è questa roba?

Mentre la sales Pagliaccia è un’accozzaglia informe di immagini, font e colori che non c’entrano nulla tra loro e che creano solo confusione nel cliente finale.

È importante menzionarla perché, soprattutto chi si approccia alla grafica le prime volte, viene colto da una sorta di terrore del vuoto che lo porta a usare millemila colori, font e immagini.

Il risultato però è poco leggibile e troppo amatoriale per poter impattare in modo efficace sul pubblico finale.

Se le tue sales letter assomigliano alla Grigiona qua sopra, sappi che i tuoi clienti a stento arrivano a leggere il terzo paragrafo. 

La sales Grigiona, invece, è la classica sales senza formattazione che sembra una pagina della Bibbia. Un vero e proprio muro di testo che fa scappare a gambe levate il lettore dopo il primo paragrafo.

Se la sales Jason Momoa e la sales Panzottera sono le due che ci interessano, mentre Pagliaccia e Grigiona le schiviamo come la fame.

A questo punto rimane solo una domanda. “devi usare le sales Momoa o le sales Panzottera?”

La risposta si nasconde… nelle domande giuste!

Lo so, ormai hai iniziato ad odiare la mia puntigliosità.

Purtroppo mamma mi ha fatto analitico e papà mi ha insegnato a mettere sempre tutto in discussione, quindi adesso devo tirare fuori delle procedure a prova di idiota da ogni cosa che faccio.

Anche la scelta del migliore stile grafico non è sfuggita a questa mia mania e si è sviluppata intorno alla risposta a queste domande:

  1. Dove verranno letti i miei materiali?
  2. Che cosa ama leggere il mio cliente?
  3. In che stato d’animo sarà il cliente quando leggerà i miei materiali?
  4. Dove cerca informazioni relative al problema che io posso risolvergli?
  5. Che genere di materiali inviano i miei competitor?
  6. Chi sono per lui le fonti più autorevoli quando si tratta di informazione?
  7. Qual è il theming del copy?

Sono domande apparentemente semplici, ma che nascondono il segreto per riuscire a creare delle grafiche davvero efficaci.

Vedi, moltissimi imprenditori creano (o si fanno creare) delle grafiche basate sul loro gusto personale, dimenticandosi totalmente di farsi le domande elencate sopra.

Il risultato è un’iniziale soddisfazione dell’ego, che però sfuma rovinosamente quando ci si accorge che il suo gusto non coincide con:

  • Il suo posizionamento;
  • Quello che i clienti si aspettano dalla sua azienda;
  • Ciò che i suoi clienti reputano autorevole.

Devi iniziare a guardare alla grafica come parte integrante del marketing e non come a un semplice abbellimento.

La grafica e il design sono il mezzo fisico su cui viaggia il tuo prezioso copy e se vuoi spremere tutte le conversioni possibili, allora devi rispondere a tutte le domande.

Ma capisco che presentate così, sembrano le solite domande di routine, perciò ti mostrerò un esempio concreto di come le ho applicate su una coppia di sales letter.

Ho pubblicato giusto di recente nel gruppo la loro foto: due bestioline da circa 40 pagine ciascuna, che sono state distribuite ad un evento di formazione della durata di ben 4 giorni.

 

 

Come le ho progettate? E perché pur essendo distribuite allo stesso evento ho deciso di farle così diverse tra loro?

Partiamo dal principio e rispondo con ordine alle domande sopra.

  1. Dove venivano lette le sales?
    Le due sales sono state distribuite ad un importantissimo evento di formazione marketing della durata di 4 giorni. Evento costoso, perciò le sales dovevano stare al passo con questo senso di esclusività e alto livello.

  2. Che cosa ama leggere il cliente finale?
    E’ abituato a leggere tanto, soprattutto sugli argomenti trattati all’interno delle due sales letter. Da questo punto di vista sono piuttosto avvantaggiato perché non ho da superare particolari resistenze psicologiche. Inoltre il cliente ama leggere del copy ben scritto, il che riduce ulteriormente le resistenze.

  3. In che stato d’animo sarà il cliente quando leggerà i materiali?
    Questa è una variabile incerta: può essere che le sales vengano distribuite a inizio evento oppure durante una delle pause. Tuttavia, qualunque sia la risposta, il cliente finale si porterà in albergo le sales la sera e magari le sfoglierà preso dalla curiosità. Probabilmente sarà molto stanco e non sarà pronto per delle letture impegnative, quindi dovrò abbondare con tutti gli aiuti alla lettura possibili. Non dovrà fare la minima fatica.

  4. Dove cerca informazioni relative al problema che io posso risolvergli?
    In questo caso il cliente è già arrivato a un buon punto per quanto riguarda la ricerca di informazioni: l’evento infatti è il non plus ultra del mercato per quanto riguarda la formazione marketing.

  5. Che genere di materiali inviano i competitor?
    Per quanto riguarda la formazione marketing, moltissimi si limitano ad utilizzare i canali online. In questo caso l’utilizzo del cartaceo è quindi corretto.

  6. Chi sono io per lui le fonti più autorevoli quando si tratta di informazioni su questo settore?
    In questo caso è il mio cliente la massima fonte di autorevolezza sul mercato.

  7. Qual è il theming del copy?
    Nella prima sales abbiamo una big idea relativa al nazismo e alla manipolazione mentale, nella seconda invece siamo più “concreti” con una big idea che punta a rivelare il segreto per far funzionare correttamente un’azienda.

Alla luce di queste informazioni i miei compiti sono chiari:

  • Devo differenziare visivamente le due sales rendendole entrambe forti, ma senza che si sovrastino a vicenda;
  • Devo renderle estremamente facili da leggere visto che le persone saranno parecchio stanche quando le leggeranno (presumibilmente la sera);
  • Quella sui nazisti deve avere una grafica che punti alla curiosità sull’argomento trattato (molto controverso);
  • La sales MBA invece va gestita diversamente: deve essere meno appariscente, ma più densa di contenuti fin dalla copertina, proprio per dare la sensazione che sia piena zeppa di roba (cosa che effettivamente è).

Ti è chiaro ora quanto siano fondamentali le domande che ti ho elencato prima?

E come hai potuto notare, non sono domande sui font, sui colori o sulle immagini. Sono tutte domande che riguardano la strategia.

La grafica più bella del mondo se non posa le basi su delle solide decisioni strategiche, sarà totalmente inutile.

Sarà come pimpare un’auto da corsa che dentro monta il motore di un Booster. Che senso può avere?

Nessuno, ecco che senso ha.

Il che ti sembrerà anche scontato, ma hai mai provato a lavorare con un grafico Smanettone qualunque?

Ti ha mai fatto delle domande del genere?

Immagino di no e il motivo è semplice.

Gli smanettoni, all’interno dei loro “circoli”, non parlano di vendita.

Parlano di programmi, di creatività, ma non di vendita o di fatturati.

Il che ha dell’incredibile se pensi che queste persone si pongono come aiuti al reparto marketing della tua azienda.

Ma che tipo di aiuto possono dare se non hanno delle solide basi di direct marketing?

Un classico esempio di advertising creativo che tanto è amato dagli Smanettoni, ma che non ha nulla a che vedere con la vendita e il direct marketing

Probabilmente finirà che dovrà rifare il lavoro mille volte, che dovrai dirigerlo tu step dopo step o che smetterà di risponderti al telefono perché schiacciato dalla quantità di modifiche che gli richiedi.

Un disco già sentito più e più volte da moltissimi imprenditori con cui ho avuto il piacere di collaborare e che scappavano a gambe levate dall’ennesimo Smanettone che non aveva mai letto una sales in vita sua.

Esiste un modo per apprendere le linee guida fondamentali per creare delle grafiche strategicamente corrette?

Esiste, esiste…e indovina come??

Esatto! con una consulenza gratuita con me.

Dove mostrerai la grafica dei tuoi materiali di vendita al primo designer a risposta diretta in tutta Italia.

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Bene, caro imprendicopy. Anche oggi siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata

Riassumiamo velocemente quello che abbiamo imparato:

  • La sales Panzottera non è necessariamente un male: ci sono delle situazioni in cui essere meno appariscente può avere i suoi vantaggi;
  • Le sales Pagliacce e Grigione invece sono il male: la prima è troppo caotica e amatoriale, la seconda è estremamente noiosa e difficile da leggere;
  • La creazione delle tue grafiche deve partire prima di tutto dalla strategia e dalle domande ben specifiche che hai trovato sopra;

Noi ci riaggiorniamo settimana prossima.

Davide Filippini

Caro Imprendicopy,

quante volte studiando i materiali di marketing dei grandi maestri ti sei chiesto: ma anche le mie grafiche devono essere così brutte per funzionare?”.

Oggi siamo abituati al design moderno che spinge al 100% verso l’estetica, l’armonia visiva e la regolarità cromatica. Insomma, vuole creare delle opere d’arte. Anche (e soprattutto) quando si tratta di pubblicità.

 

 

Pubblicità come questa sono destinate a diventare dei bellissimi meme, ma a non far capire di che diamine di prodotto si stia parlando. L’avresti mai immaginato che serviva a vendere del té freddo?

Questa visione, che è quella con cui siamo cresciuti, è in netto contrasto con quella del direct marketing che abbiamo appreso negli ultimi anni, che invece dell’estetica se ne frega per puntare tutto sul copy.

Dopo una certa viene da chiedersi: “Dove diamine sta la verità? Punto al bello per sembrare una big corporation megafiga o sto nel brutto per sembrare più “vero” anche se voglio pormi in modo molto serio sul mercato?”

Ti dirò la verità: non c’è una risposta preconfezionata e definitiva su nessuno dei libri o corsi che ho studiato (anche perché, come sempre, ognuno cerca di tirare acqua al proprio mulino).

Tuttavia, visto che ogni giorno lavoro per aziende totalmente diverse tra loro che necessitano di grafiche altrettanto diverse, posso esporti il mio punto di vista.

Ma te lo dico subito: non ti piacerà.

Non ti piacerà perché ancora una volta da quando ti sei messo a studiare il direct marketing, dovrai rimettere tutto in discussione e iniziare ad aggiungere un nuovo ingranaggio al tuo meccanismo di produzione dei materiali.

Ma non temere: a parte forse un piccolo shock iniziale, sarai in grado di metabolizzare e fare tue tutte le lezioni contenute in questo articolo.

Appena le avrai assorbite, la tua capacità come marketer salirà ulteriormente di livello e sarai in grado di valutare con precisione scientifica il tipo di grafica di cui hanno bisogno i tuoi materiali per aumentare la loro potenza appioppante.

Are you ready my friend?

Si parte.

Meglio Jason Momoa o Sandro Panzottera?

l’altro giorno durante la mia ricerca quotidiana di meme, mi sono imbattuto in un format stupidissimo che mi è subito sembrato azzeccato per ribadire l’importanza del graficare le sales letter come si deve.

 

 

C’è da dire che quel rastrello incute comunque la sua buona dose di timore

L’ho pubblicato nel gruppo e, oltre alle normali reazioni divertite è arrivato anche un commento interessante:

“Voto la seconda. Molto più realistica, veritiera. La prima mi sembra troppo impostata.”

Al 90% il commento era ironico, ma sai una cosa caro imprendicopy?

Questo commento è assolutamente azzeccato.

La sales “Jason Momoa” infatti va bene in molte situazioni, ma non in tutte.

Ci sono alcune situazioni in cui la sales “Sandro Panzottera” può funzionare molto meglio, ma dipende da alcuni fattori molto importanti come:

  1. Chi è il target?
  2. Quanta importanza da all’aspetto grafico dell’azienda?
  3. Una bella grafica gli comunica cura o “troppo costoso”?

Sono solo alcune delle domande fondamentali che devi farti (le altre le troverai più avanti nell’articolo) per capire velocemente se hai bisogno di Momoa o di Panzottera.

Occhio però ad una cosa…

…la sales Panzottera non equivale alla sales Pagliaccia o alla sales Grigiona

Chiarisco una cosa importanterrima prima di proseguire.

 

 

Questo è un esempio di Sales Panzottera che ho realizzato: non ha chissà quanti colori o immagini, eppure è ben leggibile, ha i font giusti e si legge in modo molto naturale

La Sales Panzottera non è uno schifo totale con font, colori e immagini a caso.

Malgrado il nome la sales Panzottera è comunque:

  • Estremamente leggibile;
  • creata per potenziare le leve emotive del copy;
  • dotata di un percorso ottico che viene naturale seguire.

Ti ho già fatto l’esempio prima, ma te lo rimetto qui per farti capire com’è fatta la sales Panzottera.

Non ha troppi fronzoli grafici, immagini giganti super fighe o altro, ma è ordinata e ben leggibile SEMPRE:

Che cos’è questa roba?

Mentre la sales Pagliaccia è un’accozzaglia informe di immagini, font e colori che non c’entrano nulla tra loro e che creano solo confusione nel cliente finale.

È importante menzionarla perché, soprattutto chi si approccia alla grafica le prime volte, viene colto da una sorta di terrore del vuoto che lo porta a usare millemila colori, font e immagini.

Il risultato però è poco leggibile e troppo amatoriale per poter impattare in modo efficace sul pubblico finale.

Se le tue sales letter assomigliano alla Grigiona qua sopra, sappi che i tuoi clienti a stento arrivano a leggere il terzo paragrafo. 

La sales Grigiona, invece, è la classica sales senza formattazione che sembra una pagina della Bibbia. Un vero e proprio muro di testo che fa scappare a gambe levate il lettore dopo il primo paragrafo.

Se la sales Jason Momoa e la sales Panzottera sono le due che ci interessano, mentre Pagliaccia e Grigiona le schiviamo come la fame.

A questo punto rimane solo una domanda. “devi usare le sales Momoa o le sales Panzottera?”

La risposta si nasconde… nelle domande giuste!

Lo so, ormai hai iniziato ad odiare la mia puntigliosità.

Purtroppo mamma mi ha fatto analitico e papà mi ha insegnato a mettere sempre tutto in discussione, quindi adesso devo tirare fuori delle procedure a prova di idiota da ogni cosa che faccio.

Anche la scelta del migliore stile grafico non è sfuggita a questa mia mania e si è sviluppata intorno alla risposta a queste domande:

  1. Dove verranno letti i miei materiali?
  2. Che cosa ama leggere il mio cliente?
  3. In che stato d’animo sarà il cliente quando leggerà i miei materiali?
  4. Dove cerca informazioni relative al problema che io posso risolvergli?
  5. Che genere di materiali inviano i miei competitor?
  6. Chi sono per lui le fonti più autorevoli quando si tratta di informazione?
  7. Qual è il theming del copy?

Sono domande apparentemente semplici, ma che nascondono il segreto per riuscire a creare delle grafiche davvero efficaci.

Vedi, moltissimi imprenditori creano (o si fanno creare) delle grafiche basate sul loro gusto personale, dimenticandosi totalmente di farsi le domande elencate sopra.

Il risultato è un’iniziale soddisfazione dell’ego, che però sfuma rovinosamente quando ci si accorge che il suo gusto non coincide con:

  • Il suo posizionamento;
  • Quello che i clienti si aspettano dalla sua azienda;
  • Ciò che i suoi clienti reputano autorevole.

Devi iniziare a guardare alla grafica come parte integrante del marketing e non come a un semplice abbellimento.

La grafica e il design sono il mezzo fisico su cui viaggia il tuo prezioso copy e se vuoi spremere tutte le conversioni possibili, allora devi rispondere a tutte le domande.

Ma capisco che presentate così, sembrano le solite domande di routine, perciò ti mostrerò un esempio concreto di come le ho applicate su una coppia di sales letter.

Ho pubblicato giusto di recente nel gruppo la loro foto: due bestioline da circa 40 pagine ciascuna, che sono state distribuite ad un evento di formazione della durata di ben 4 giorni.

 

 

Come le ho progettate? E perché pur essendo distribuite allo stesso evento ho deciso di farle così diverse tra loro?

Partiamo dal principio e rispondo con ordine alle domande sopra.

  1. Dove venivano lette le sales?
    Le due sales sono state distribuite ad un importantissimo evento di formazione marketing della durata di 4 giorni. Evento costoso, perciò le sales dovevano stare al passo con questo senso di esclusività e alto livello.

     

  2. Che cosa ama leggere il cliente finale?
    E’ abituato a leggere tanto, soprattutto sugli argomenti trattati all’interno delle due sales letter. Da questo punto di vista sono piuttosto avvantaggiato perché non ho da superare particolari resistenze psicologiche. Inoltre il cliente ama leggere del copy ben scritto, il che riduce ulteriormente le resistenze.

     

  3. In che stato d’animo sarà il cliente quando leggerà i materiali?
    Questa è una variabile incerta: può essere che le sales vengano distribuite a inizio evento oppure durante una delle pause. Tuttavia, qualunque sia la risposta, il cliente finale si porterà in albergo le sales la sera e magari le sfoglierà preso dalla curiosità. Probabilmente sarà molto stanco e non sarà pronto per delle letture impegnative, quindi dovrò abbondare con tutti gli aiuti alla lettura possibili. Non dovrà fare la minima fatica.

     

  4. Dove cerca informazioni relative al problema che io posso risolvergli?
    In questo caso il cliente è già arrivato a un buon punto per quanto riguarda la ricerca di informazioni: l’evento infatti è il non plus ultra del mercato per quanto riguarda la formazione marketing.

     

  5. Che genere di materiali inviano i competitor?
    Per quanto riguarda la formazione marketing, moltissimi si limitano ad utilizzare i canali online. In questo caso l’utilizzo del cartaceo è quindi corretto.

     

  6. Chi sono io per lui le fonti più autorevoli quando si tratta di informazioni su questo settore?
    In questo caso è il mio cliente la massima fonte di autorevolezza sul mercato.

     

  7. Qual è il theming del copy?
    Nella prima sales abbiamo una big idea relativa al nazismo e alla manipolazione mentale, nella seconda invece siamo più “concreti” con una big idea che punta a rivelare il segreto per far funzionare correttamente un’azienda.

Alla luce di queste informazioni i miei compiti sono chiari:

  • Devo differenziare visivamente le due sales rendendole entrambe forti, ma senza che si sovrastino a vicenda;
  • Devo renderle estremamente facili da leggere visto che le persone saranno parecchio stanche quando le leggeranno (presumibilmente la sera);
  • Quella sui nazisti deve avere una grafica che punti alla curiosità sull’argomento trattato (molto controverso);
  • La sales MBA invece va gestita diversamente: deve essere meno appariscente, ma più densa di contenuti fin dalla copertina, proprio per dare la sensazione che sia piena zeppa di roba (cosa che effettivamente è).

Ti è chiaro ora quanto siano fondamentali le domande che ti ho elencato prima?

E come hai potuto notare, non sono domande sui font, sui colori o sulle immagini. Sono tutte domande che riguardano la strategia.

La grafica più bella del mondo se non posa le basi su delle solide decisioni strategiche, sarà totalmente inutile.

Sarà come pimpare un’auto da corsa che dentro monta il motore di un Booster. Che senso può avere?

Nessuno, ecco che senso ha.

Il che ti sembrerà anche scontato, ma hai mai provato a lavorare con un grafico Smanettone qualunque?

Ti ha mai fatto delle domande del genere?

Immagino di no e il motivo è semplice.

Gli smanettoni, all’interno dei loro “circoli”, non parlano di vendita.

Parlano di programmi, di creatività, ma non di vendita o di fatturati.

Il che ha dell’incredibile se pensi che queste persone si pongono come aiuti al reparto marketing della tua azienda.

Ma che tipo di aiuto possono dare se non hanno delle solide basi di direct marketing?

Un classico esempio di advertising creativo che tanto è amato dagli Smanettoni, ma che non ha nulla a che vedere con la vendita e il direct marketing

Probabilmente finirà che dovrà rifare il lavoro mille volte, che dovrai dirigerlo tu step dopo step o che smetterà di risponderti al telefono perché schiacciato dalla quantità di modifiche che gli richiedi.

Un disco già sentito più e più volte da moltissimi imprenditori con cui ho avuto il piacere di collaborare e che scappavano a gambe levate dall’ennesimo Smanettone che non aveva mai letto una sales in vita sua.

Esiste un modo per apprendere le linee guida fondamentali per creare delle grafiche strategicamente corrette?

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Riassumiamo velocemente quello che abbiamo imparato:

  • La sales Panzottera non è necessariamente un male: ci sono delle situazioni in cui essere meno appariscente può avere i suoi vantaggi;
  • Le sales Pagliacce e Grigione invece sono il male: la prima è troppo caotica e amatoriale, la seconda è estremamente noiosa e difficile da leggere;
  • La creazione delle tue grafiche deve partire prima di tutto dalla strategia e dalle domande ben specifiche che hai trovato sopra;

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Davide Filippini

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Davide Filippini

Davide Filippini

Fondatore, Chief Designer Officer di Filippini Studio e primo Desginer a Risposta Diretta italiano.

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plq

"Prima leggerai questo, poi questo e infine questo"

Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.

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