Ok, ho reso la mia sales molto leggibile… e adesso?

Non c’è nulla di spontaneo, nulla di naturale nel desiderio umano. I nostri desideri sono artificiali. Abbiamo bisogno di farci insegnare come desiderare. Il cinema è la suprema arte perversa: non ti dà ciò che desideri, ti dice come devi desiderare”.

È con queste parole che Slavoj Žižek, noto filosofo, apre il suo documentario “Guida Perversa al Cinema”,una sorta di documentario in cui il filosofo sloveno va ad analizzare come le grandi opere cinematografiche hanno plasmato l’ideologia di massa e influenzato la cultura mondiale.

 

Partendo dai capolavori del cinema muto, fino ad arrivare a Tarantino, Kubrik e Lynch, la psiche umana viene lentamente messa a nudo nel suo punto più debole: i desideri.

 

Imparare a padroneggiare la creazione dei desideri umani è la chiave non tanto per creare delle grafiche efficaci, quanto per creare un’ideologia forte intorno alla tua azienda.

 

Qualcosa in cui le persone possano riconoscersi, identificarsi e che possa offrire un vero e proprio modello comportamentale.

 

In poche parole, un brand.

Ma perché parlo di desideri in un blog dedicato al design?

 

Non c’è bisogno di citare Laura Ries per ricordare quanto le immagini riescano a dare forza alle parole che scriviamo.

 

Soprattutto in un’epoca dove il tempo e poco e la popolazione media legge meno di un libro all’anno, la visione diventa centrale. 

 

Purtroppo non è sufficiente creare delle grafiche belle. Anche perché “bello” è puramente soggettivo e non è sempre proporzionale in termini di vendite, anzi.

 

Se me lo chiedi, rimango fermamente convinto che la priorità assoluta l’abbia la leggibilità del pezzo

 

Dopotutto non c’è nulla di peggio di un buon pezzo di copy (magari pagato anche molto) che poi non converte perché impaginato malissimo.

 

Ma ipotizziamo per un secondo che questo aspetto sia sistemato e che le tue sales, flyer o landing page siano ben leggibili.

 

A questo punto, graficamente, cosa conta di più?

 

Cercherò di dare una risposta all’interno dell’articolo, sperando che ti aiuti a vivere la grafica come un elemento strategico e non solo come un semplice abbellimento.

 

Inizia il nostro viaggio.

Come creare un’ideologia per conquistare il mondo

 

Riprendiamo la nostra domanda iniziale: “una volta sistemata la leggibilità del mio pezzo, su quale aspetto della grafica devo lavorare?”

 

Sui colori?

Sulle immagini?

Sul packaging?

Sul tipo di stampa?

 

La risposta è “tutti questi aspetti e nessuno”.

 

Il discorso è lo stesso che riguarda i vari Adwords, Fbads, Linkedin, Pinterest. etc…: sono solo mezzi per fare marketing, non la soluzione a tutti i problemi di un’azienda.

 

Infatti il marketer saggio sceglierà ogni volta la piattaforma migliore sulla base del target, del prodotto e del suo posizionamento. Come è giusto che sia.

 

La stessa cosa vale per la grafica: la cosa più importante subito dopo la leggibilità del pezzo è che colori, immagini, packaging e tipo di stampa siano allineati al posizionamento che la tua azienda sta diffondendo.

 

Ti faccio un esempio pratico.

 

Se hai un’azienda con cui vendi un software per la gestione della contabilità che presenti come “il futuro della gestione delle fatture”, non puoi certo venderlo con dei materiali con una grafica da primi anni ‘90.

 

 Semplicemente non funziona.

Se dici “futuro”, la tua grafica deve dire “futuro”.

 

Se dici “economico”, la tua azienda deve dire “economico”.

 

Se dici “azienda leader del mercato”, la tua grafica deve dire “azienda leader del mercato”.

 

Invece quello che vedo io è che le aziende più grosse, con i prodotti più ad alto budget, si presentano con un design da giurassico. 

 

Ok investire tutto nella ricerca e sviluppo, ma è inutile avere il prodotto più figo della storia se poi non lo pubblicizzi come si deve.

 

Dall’altra parte chi ha un prodotto mediocre e destinato alla fascia bassa, si presenta con una grafica super pregiata.

 

Anche questo è sbagliato: certo, tutti vorremmo sempre presentarci impeccabilmente, ma non è che se avvolgi la cacca di capra nella carta rossa, quella diventa un Lintdor.

 

Anzi, l’effetto che ottieni è proprio l’opposto: uno si aspetta il cioccolato Lindt e poi scopre che in realtà è pupù ben impacchettata. Nel lungo periodo è totalmente controproducente.

Come si fa a creare la grafica corretta per i nostri materiali di marketing?

A questo punto le cose si fanno complicate perché entriamo nel luogo più misterioso di tutto l’universo: il cervello umano.

 

È qui che i famosi Sistema 1 e Sistema 2 di Kahneman fanno il loro sporco lavoro, creando quella che è la nostra percezione della realtà.

 

In questo calderone di pensieri lenti e veloci, ci sono anche i desideri citati a inizio articolo.

 

Desideri che, a detta del nostro filosofo sloveno, sono del tutto artificiali.

 

Ora, il suo discorso è focalizzato prevalentemente sul cinema poiché strumento di diffusione mediatica senza confini: i film hollywoodiani arrivano tranquillamente in tutto il mondo ogni settimana.

 

Tuttavia il discorso è facilmente estendibile anche al marketing che, come sappiamo, fa sempre più leva sull’intrattenimento per riuscire a sopravvivere.

 

In questo senso le storie sono fondamentali: non solo vanno a regalarci qualche minuto di svago ma, se costruite bene, hanno un impatto emotivo e una morale che rimarrà per sempre nei nostri cuori.

 

Ma non solo.

Quando guardiamo Rocky, James Bond o anche un meno violento Forrest Gump, dentro di noi scatta qualcosa: vorremmo essere come loro.

 

Inoltre a fine film, accade qualcosa di ancora più incredibile: sentiamo addirittura di aver vissuto anche noi gli eventi di quei personaggi.

 

Magari, poco prima di addormentarci, riusciamo addirittura a immaginarci nei loro panni mentre salviamo il mondo, spacchiamo il culo ai cattivi e ci godiamo un finale bollente tra lenzuola di raso e cocktail pregiati.

 

Capisci ciò di cui parlo?

 

O meglio, lo senti?

 

Senti quel desiderio di liberarti dalle catene della tua vita per vivere avventure pazzesche all’insegna dell’azione e del sesso più sfrenato?

 

Senti quella voglia di prendere e partire lontano dai problemi della tua azienda e di questo mercato capriccioso che non vuol saperne di lasciarti dormire sereno?

 

Ecco, questa sensazione è il segreto per creare una buona grafica.

 

Se riesci a darle una forma visiva, hai raggiunto il tuo obbiettivo: ogni tua singola grafica sarà una bomba ed esalterà efficacemente ogni singola riga del tuo copy.

Ma come trasformare una sensazione in qualcosa di visivo?

 

Per farlo, purtroppo, non esistono regole ferree. Per fare bene questo genere di lavoro non esistono formulette preconfezionate che funzionano nel 100% dei casi.

 

Il motivo è semplice: la mente umana e i suoi desideri sono in costante mutamento.

 

Ogni giorno le persone assorbono storie nuove che portano con sé sogni, desideri e aspirazioni che il bravo designer deve imparare a cogliere e ad integrare all’interno del suo lavoro.

 

L’obiettivo è che la grafica che ne esce abbia qualcosa di familiare per il target.

 

Qualcosa che risuoni insieme a lui senza far scattare le barriere anti-pubblicità.

 

Chiediti quindi cosa i tuoi clienti amano più di ogni altra cosa, quali storie gli fanno battere il cuore ora, in questo momento.

 

Non andarti a ingabolare con quei libri e quelle infografiche che spiegano che il rosso è il colore dell’amore e semplificazioni di questo genere.

 

La mente umana non funziona così: ogni giorno vengono create nuove storie e nuove associazioni che tu devi imparare a conoscere nel momento in cui ti rapporti con il tuo target.

Purtroppo plasmare visivamente i desideri non è uno sport così semplice

 

Le conoscenze necessarie per farlo spaziano su diversi campi.

 

Non basta essere dei bravi artisti come molti pensano, anzi.

 

Se proprio dovessi trovare una qualità non indispensabile è proprio quella artistica. 

 

Infatti sono probabilmente l’unico designer che non sa disegnare, ma nonostante questo il mio lavoro lo so fare meglio di molti talentuosi disegnatori che ho conosciuto.

 

Quello a cui proprio non posso rinunciare è la mentalità da marketer e copy che, a differenza di come molti pensano, non si tratta di essere un prestigiatore del controllo mentale.

 

I migliori marketer e ricercatori che conoscono sono dei ricercatori che vanno a scavare senza sosta alla ricerca dei desideri che muovono il loro target.

 

Perché sanno che è solo grazie a quelli se riusciranno a portare le persone a comprare.

 

Il Designer a Risposta Diretta fa la stessa identica cosa, con la differenza che non deve trovare le parole giuste, ma le immagini, i colori, i font e i formati giusti.

 

Solo quando questa parte di ricerca è giunta al termine, allora siamo pronti a mettere le mani su InDesign.

Cosa puoi fare allora per iniziare a graficare correttamente i tuoi materiali anche senza padroneggiare l’alchimia del desiderio?

 

Puoi scaricare gratuitamente il manuale di DRD “Prima leggerai questo, poi questo e infine questo” dalla sezione Risorse Gratuite o premendo il grosso bottone arancione che ho disseminato in ogni angolo di questo sito.

 

Non si tratta del solito lead magnet da quattro spicci: all’interno ho messo oltre 100 step per darti la sicurezza che la tua grafica sia leggibile.

 

Sono pure divise per categoria per aiutarti ulteriormente ad assimilarle.

 

Per essere dei buoni designer e aiutare gli imprenditori non è sufficiente creare delle grafiche efficaci: 

 

Bisogna avere delle procedure che consentano all’imprenditore di avere tutto sempre sotto controllo, insieme alla certezza che il lavoro verrà consegnato nella data concordata.

 

Bene caro imprendicopy, anche per oggi è tutto.

 

Ci riaggiorniamo al prossimo articolo

 

Davide Filippini

Non c’è nulla di spontaneo, nulla di naturale nel desiderio umano. I nostri desideri sono artificiali. Abbiamo bisogno di farci insegnare come desiderare. Il cinema è la suprema arte perversa: non ti dà ciò che desideri, ti dice come devi desiderare”.

È con queste parole che Slavoj Žižek, noto filosofo, apre il suo documentario “Guida Perversa al Cinema”,una sorta di documentario in cui il filosofo sloveno va ad analizzare come le grandi opere cinematografiche hanno plasmato l’ideologia di massa e influenzato la cultura mondiale.

Partendo dai capolavori del cinema muto, fino ad arrivare a Tarantino, Kubrik e Lynch, la psiche umana viene lentamente messa a nudo nel suo punto più debole: i desideri.

Imparare a padroneggiare la creazione dei desideri umani è la chiave non tanto per creare delle grafiche efficaci, quanto per creare un’ideologia forte intorno alla tua azienda.

Qualcosa in cui le persone possano riconoscersi, identificarsi e che possa offrire un vero e proprio modello comportamentale.

In poche parole, un brand.

Ma perché parlo di desideri in un blog dedicato al design?

Non c’è bisogno di citare Laura Ries per ricordare quanto le immagini riescano a dare forza alle parole che scriviamo.

Soprattutto in un’epoca dove il tempo e poco e la popolazione media legge meno di un libro all’anno, la visione diventa centrale. 

Purtroppo non è sufficiente creare delle grafiche belle. Anche perché “bello” è puramente soggettivo e non è sempre proporzionale in termini di vendite, anzi.

Se me lo chiedi, rimango fermamente convinto che la priorità assoluta l’abbia la leggibilità del pezzo

Dopotutto non c’è nulla di peggio di un buon pezzo di copy (magari pagato anche molto) che poi non converte perché impaginato malissimo.

Ma ipotizziamo per un secondo che questo aspetto sia sistemato e che le tue sales, flyer o landing page siano ben leggibili.

A questo punto, graficamente, cosa conta di più?

Cercherò di dare una risposta all’interno dell’articolo, sperando che ti aiuti a vivere la grafica come un elemento strategico e non solo come un semplice abbellimento.

Inizia il nostro viaggio.

Come creare un’ideologia per conquistare il mondo

Riprendiamo la nostra domanda iniziale: “una volta sistemata la leggibilità del mio pezzo, su quale aspetto della grafica devo lavorare?”

Sui colori?

Sulle immagini?

Sul packaging?

Sul tipo di stampa?

La risposta è “tutti questi aspetti e nessuno”.

Il discorso è lo stesso che riguarda i vari Adwords, Fbads, Linkedin, Pinterest. etc…: sono solo mezzi per fare marketing, non la soluzione a tutti i problemi di un’azienda.

Infatti il marketer saggio sceglierà ogni volta la piattaforma migliore sulla base del target, del prodotto e del suo posizionamento. Come è giusto che sia.

La stessa cosa vale per la grafica: la cosa più importante subito dopo la leggibilità del pezzo è che colori, immagini, packaging e tipo di stampa siano allineati al posizionamento che la tua azienda sta diffondendo.

Ti faccio un esempio pratico.

Se hai un’azienda con cui vendi un software per la gestione della contabilità che presenti come “il futuro della gestione delle fatture”, non puoi certo venderlo con dei materiali con una grafica da primi anni ‘90.

 Semplicemente non funziona.

Se dici “futuro”, la tua grafica deve dire “futuro”.

Se dici “economico”, la tua azienda deve dire “economico”.

Se dici “azienda leader del mercato”, la tua grafica deve dire “azienda leader del mercato”.

Invece quello che vedo io è che le aziende più grosse, con i prodotti più ad alto budget, si presentano con un design da giurassico. 

Ok investire tutto nella ricerca e sviluppo, ma è inutile avere il prodotto più figo della storia se poi non lo pubblicizzi come si deve.

Dall’altra parte chi ha un prodotto mediocre e destinato alla fascia bassa, si presenta con una grafica super pregiata.

Anche questo è sbagliato: certo, tutti vorremmo sempre presentarci impeccabilmente, ma non è che se avvolgi la cacca di capra nella carta rossa, quella diventa un Lintdor.

Anzi, l’effetto che ottieni è proprio l’opposto: uno si aspetta il cioccolato Lindt e poi scopre che in realtà è pupù ben impacchettata. Nel lungo periodo è totalmente controproducente.

Come si fa a creare la grafica corretta per i nostri materiali di marketing?

A questo punto le cose si fanno complicate perché entriamo nel luogo più misterioso di tutto l’universo: il cervello umano.

È qui che i famosi Sistema 1 e Sistema 2 di Kahneman fanno il loro sporco lavoro, creando quella che è la nostra percezione della realtà.

In questo calderone di pensieri lenti e veloci, ci sono anche i desideri citati a inizio articolo.

Desideri che, a detta del nostro filosofo sloveno, sono del tutto artificiali.

Ora, il suo discorso è focalizzato prevalentemente sul cinema poiché strumento di diffusione mediatica senza confini: i film hollywoodiani arrivano tranquillamente in tutto il mondo ogni settimana.

Tuttavia il discorso è facilmente estendibile anche al marketing che, come sappiamo, fa sempre più leva sull’intrattenimento per riuscire a sopravvivere.

In questo senso le storie sono fondamentali: non solo vanno a regalarci qualche minuto di svago ma, se costruite bene, hanno un impatto emotivo e una morale che rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Ma non solo.

Quando guardiamo Rocky, James Bond o anche un meno violento Forrest Gump, dentro di noi scatta qualcosa: vorremmo essere come loro.

Inoltre a fine film, accade qualcosa di ancora più incredibile: sentiamo addirittura di aver vissuto anche noi gli eventi di quei personaggi.

Magari, poco prima di addormentarci, riusciamo addirittura a immaginarci nei loro panni mentre salviamo il mondo, spacchiamo il culo ai cattivi e ci godiamo un finale bollente tra lenzuola di raso e cocktail pregiati.

Capisci ciò di cui parlo?

O meglio, lo senti?

Senti quel desiderio di liberarti dalle catene della tua vita per vivere avventure pazzesche all’insegna dell’azione e del sesso più sfrenato?

Senti quella voglia di prendere e partire lontano dai problemi della tua azienda e di questo mercato capriccioso che non vuol saperne di lasciarti dormire sereno?

Ecco, questa sensazione è il segreto per creare una buona grafica.

Se riesci a darle una forma visiva, hai raggiunto il tuo obbiettivo: ogni tua singola grafica sarà una bomba ed esalterà efficacemente ogni singola riga del tuo copy.

Ma come trasformare una sensazione in qualcosa di visivo?

Per farlo, purtroppo, non esistono regole ferree. Per fare bene questo genere di lavoro non esistono formulette preconfezionate che funzionano nel 100% dei casi.

Il motivo è semplice: la mente umana e i suoi desideri sono in costante mutamento.

Ogni giorno le persone assorbono storie nuove che portano con sé sogni, desideri e aspirazioni che il bravo designer deve imparare a cogliere e ad integrare all’interno del suo lavoro.

L’obiettivo è che la grafica che ne esce abbia qualcosa di familiare per il target.

Qualcosa che risuoni insieme a lui senza far scattare le barriere anti-pubblicità.

Chiediti quindi cosa i tuoi clienti amano più di ogni altra cosa, quali storie gli fanno battere il cuore ora, in questo momento.

Non andarti a ingabolare con quei libri e quelle infografiche che spiegano che il rosso è il colore dell’amore e semplificazioni di questo genere.

La mente umana non funziona così: ogni giorno vengono create nuove storie e nuove associazioni che tu devi imparare a conoscere nel momento in cui ti rapporti con il tuo target.

Purtroppo plasmare visivamente i desideri non è uno sport così semplice

Le conoscenze necessarie per farlo spaziano su diversi campi.

Non basta essere dei bravi artisti come molti pensano, anzi.

Se proprio dovessi trovare una qualità non indispensabile è proprio quella artistica. 

Infatti sono probabilmente l’unico designer che non sa disegnare, ma nonostante questo il mio lavoro lo so fare meglio di molti talentuosi disegnatori che ho conosciuto.

Quello a cui proprio non posso rinunciare è la mentalità da marketer e copy che, a differenza di come molti pensano, non si tratta di essere un prestigiatore del controllo mentale.

I migliori marketer e ricercatori che conoscono sono dei ricercatori che vanno a scavare senza sosta alla ricerca dei desideri che muovono il loro target.

Perché sanno che è solo grazie a quelli se riusciranno a portare le persone a comprare.

Il Designer a Risposta Diretta fa la stessa identica cosa, con la differenza che non deve trovare le parole giuste, ma le immagini, i colori, i font e i formati giusti.

Solo quando questa parte di ricerca è giunta al termine, allora siamo pronti a mettere le mani su InDesign.

Cosa puoi fare allora per iniziare a graficare correttamente i tuoi materiali anche senza padroneggiare l’alchimia del desiderio?

Puoi scaricare gratuitamente il manuale di DRD “Prima leggerai questo, poi questo e infine questo” dalla sezione Risorse Gratuite o premendo il grosso bottone arancione che ho disseminato in ogni angolo di questo sito.

Non si tratta del solito lead magnet da quattro spicci: all’interno ho messo oltre 100 step per darti la sicurezza che la tua grafica sia leggibile.

Sono pure divise per categoria per aiutarti ulteriormente ad assimilarle.

Per essere dei buoni designer e aiutare gli imprenditori non è sufficiente creare delle grafiche efficaci: 

Bisogna avere delle procedure che consentano all’imprenditore di avere tutto sempre sotto controllo, insieme alla certezza che il lavoro verrà consegnato nella data concordata.

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Davide Filippini

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Davide Filippini

Davide Filippini

Fondatore, Chief Designer Officer di Filippini Studio e primo Desginer a Risposta Diretta italiano.

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plq

"Prima leggerai questo, poi questo e infine questo"

Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.

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Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.

Ok, ho reso la mia sales molto leggibile… e adesso?

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Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.