Come il videogioco più difficile del mondo cambierà per sempre la grafica delle tue sales letter

Caro imprendicopy, 

ti piacciono i videogiochi?

Io ne vado matto, sono la mia passione da quando mi hanno regalato Pokémon Giallo.

Da bravo nerd, però, ho un problema con i giochi “normali”.

7 anni fa, nel 2012, quando già non sapevo più dove sbattere la testa per trovare un gioco con un livello di sfida accettabile, ho scoperto una serie di videogiochi creata pochi anni prima: la serie Dark Souls della From Software.

Me ne sono follemente innamorato.

Sono giochi incredibilmente difficili: non esiste una mappa e ogni nemico è programmato per ucciderti in 2 o 3 colpi.

E, come se non bastasse, ogni nemico rinasce a piena vita ogni volta che salvi la partita o muori.

Ah, ovviamente ogni volta che muori (molto spesso e in malo modo) perdi tutte le anime che hai guadagnato, indispensabili per potenziarti.

Se le vuoi riprendere, devi tornare nel punto dove sei morto la prima volta e riaffrontare l’abominio che ti ha strappato dal mondo senza pietà.

In tutto questo la storia è raccontata in “silenzio”, con pochi video.

 Devi dedurla tu dalle descrizioni degli oggetti che trovi, simili più a indovinelli che a indizi, e dalle altrettanto criptiche conversazioni che hai con i personaggi.

Questi giochi esplorano i temi più disparati: la follia, la cupidigia e il desiderio di vita che combatte con l’inevitabile morte di tutto ciò che conosciamo.

Presentato così può sembrare un gioco per una manciata di nerd con problemi mentali, eppure nel giro di pochi anni questa serie è diventata famosissima.

Hanno avuto un tale successo da creare una nuova categoria di mercato nel mondo dei videogiochi: i cosiddetti soulslike.

Il loro posizionamento?

Essere dei giochi estremamente difficili. Senza compromessi.

Cosa c’entra tutto questo con le tue sales letter?

Oggi sono qui per spiegartelo — e per mostrarti come anche le tue sales possono diventare il Dark Souls del loro settore e replicare un successo epocale.

Come hanno fatto dei giochi così difficili a diventare un prodotto di massa?

Partiamo dal principio.

I videogiochi, sono nati per opera di illuminati del pc. Gente adulta che lavorava su tecnologia estremamente all’avanguardia e poco accessibile per l’epoca.

Dopo alcuni anni sono arrivati i primi giochi “di massa” nei cabinati delle sale giochi.

Erano davvero tosti e richiedevano decine di ore di gioco per essere davvero padroneggiati.

Questo perché il loro obiettivo era ingoiare più monetine possibile sfruttando il tuo desiderio di vincere.

Man mano che il mondo dei videogame si è evoluto e le console sono arrivate nelle case, i videogiochi sono diventati sempre più realistici, vari e interessanti… ma la difficoltà si è abbassata drasticamente.

Questo ha aperto il mercato dei videogiochi alla massa, includendo anche i più giovani nel mondo videoludico, ma ha obbligato i più appassionati a tornare a giocare con i vecchi titoli per ritrovare un livello di sfida soddisfacente.

Certo, i classici giochi Nintendo sono divertenti da giocare una volta ogni tanto, magari con gli amici o la ragazza sul divano.

Ma nel 2012 avevo bisogno di qualcosa di più.

E così era per moltissimi altri giocatori.

Quando i Souls hanno preso piede, la musica per noi nerd è cambiata.

Invece che concentrarti sulla storia, quando prendi in mano il controller devi sudarti ogni singolo colpo dato ai nemici, controllare che non ci siano trappole ed evitare di finire trucidato in un’imboscata.

Sembra da folli giocare a una cosa del genere, eppure, come tanti altri, non riesco a smettere.

Ho convertito schiere di amici, partecipato a gruppi e discussioni senza mai stancarmene e senza mai scoprire tutto ciò che questi titoli nascondono all’interno.

Giocare a un titolo del genere è come fumare le sigarette: ti fa schifo il sapore, ti fa tossire, ma non riesci a smettere.

Ma chi è la mente geniale (e sadica) dietro a questi titoli?

Per quello che ha creato, non posso evitare di avere una profonda ammirazione per Hidetaka Miyazaki, il creatore di questa serie.

A differenza di quello che potresti pensare non è un imprenditore montato di testa alla Elon Musk o alla Richard Branson, ma è un tipo tranquillo e timido con un’enorme passione per quello che fa.

E’ cresciuto in Giappone in una famiglia estremamente povera.

Amava leggere, ma molti libri erano per lui troppo complicati da capire (imparare il giapponese è difficile anche per i madrelingua), e per leggere testi di alto livello è necessario essere persone di grande cultura.

Da ragazzo, quindi, si divertiva a cercare di interpretare i paragrafi dei suoi libri e a cercare di collegare i diversi indizi, ricreando a tutti gli effetti un nuovo libro nella sua testa, a volte completamente diverso dall’originale.

Questo hobby quantomeno singolare ha probabilmente influito sulla costruzione della storia dei suoi giochi, di cui nessuno ancora conosce al 100% la trama.

Neanche i suoi stessi sviluppatori.

Dopo la difficile infanzia studiò al college, ma si sentì per anni come una foglia nel vento: senza uno scopo o una direzione.

A laurea presa pensò per un breve periodo di diventare sviluppatore di videogiochi, ma decise di prendere “la strada di minor resistenza” e accettò un lavoro 9-17 per una nota azienda informatica.

Sette anni dopo, reincontrò un suo amico di scuola che gli mostrò ICO, un gioco ormai cult, che accese in lui il desiderio di trasformare il sogno che aveva abbandonato anni prima in realtà.

Nella cultura giapponese il lavoro è parte integrante dell’identità di ogni individuo, ne definisce le cerchie sociali e cambiare mestiere a metà carriera è quantomeno azzardato, se non impossibile.

Ma Miyazaki voleva creare il suo gioco. Alle sue condizioni.

Era guidato da una passione bruciante, rinata all’improvviso.

Una passione così forte che lo ha portato a sfidare l’intero mercato dei videogiochi proponendo giochi così difficili da rendere sfiancante persino la fase di tutorial.

E’ stato proprio questo azzardo che l’ha portato al successo… ma non è stato facile.

La fortuna infatti NON arrivò col primo gioco della serie, Demon’s Souls, pubblicato nel 2009.

Chi lo provò durante i primi giorni di presentazione si vide morire diverse volte già nel tutorial e bocciò il gioco definendolo troppo difficile.

Demon’s Souls fece poco più di 40k copie vendute nei primi mesi.

Il sogno di Miyazaki San sembrava già finito.

Ma nel corso dei mesi e degli anni successivi si scoprì che i fan di questo gioco aumentavano sempre di più, proprio perché chi lo finiva veniva considerato un eroe.

Le vendite di Demon’s Souls incrementarono fino a diventare, nel 2015, 1.7 milioni in tutto il mondo.

Il resto è storia: dopo Demon’s Souls sono arrivati Dark Souls 1, 2 e 3 tra il 2011 e il 2016, Bloodborne nel 2015 e infine Sekiro solo poche settimane fa.

Tutti considerati delle opere d’arte, delle pietre miliari del mondo videoludico che ne hanno ridefinito i canoni e le regole.

Per intenderci: Dark Souls ha venduto più di 13 milioni di copie, Bloodborne ha venduto due milioni di copie (che sembrano poche, ma devi considerare che è esclusiva ps4), Dark Souls 3 invece ha venduto 200.000 copie solo nelle prime due settimane dal rilascio, diventando il gioco più venduto in fase di lancio.

Mentre Sekiro, l’ultima opera, ha già venduto due milioni di copie e si è già classificato come il lancio più popolare fatto su Steam nel 2019…ed è uscito da poco più di un mese

 

Ma cosa c’entra questa storia con le tue sales letter e come ti aiuterà a vendere di più grazie alla grafica?

Al di là dell’eccezionale storia di Hidetaka Miyazaki, che ha rinnovato il mondo dei videogame alla veneranda età di 29 anni (sono tanti per il settore), la lezione è che, esattamente come lui, anche tu devi fare una scelta.

Puoi affidare la grafica delle tue sales letter a dei grafici “mainstream”

e ritrovarti tra le mani l’ennesima opera d’arte creativa che non ha nulla a che vedere con il tuo settore e il tuo target, ma che è creata per “piacere”.

Oppure puoi affidare le tue sales letter a un Designer a Risposta Diretta,

l’unico che le trasformerà nel Dark Souls del tuo settore e che farà in modo che neanche una briciola del potere del tuo copy vada sprecata.

La tua azienda non vive nel mondo di Super Mario, di Zelda o di Call of Duty dove puoi morire tutte le volte che vuoi che tanto non succede nulla e sei in una bolla di gioia e felicità dove tutto è controllato.

La verità è che ogni giorno tu, imprendicopy, ti ritrovi davanti a nemici spietati che non vedono l’ora di farti la pelle.

Sei in un mondo dove non hai tre vite prima del game over, ma dove il primo investimento sbagliato può decretare non solo la tua fine, ma anche un’enorme penalità nel ricominciare la partita.

Non puoi permetterti di sbagliare

Per questo è importante che tu abbia tutto l’equipaggiamento necessario per assicurarti la vittoria, ma non solo.

Hai anche bisogno di validi alleati e di guide che ti aiutino nel portare a termine la tua missione.

Io sono uno di quegli alleati.

Posso essere la tua guida per avventurarti nell’oscuro mondo della grafica, dove ad attenderti troverai nemici come

  • la disattenzione;
  • la scarsa voglia di leggere il tuo copy;
  • la scarsa abitudine alla lettura dei tuoi clienti;
  • la diffidenza.

Sono nemici che non possono essere sconfitti solo grazie al copy.

Ma soprattutto che non possono essere sconfitti dalla grafica creativa.

I nemici che affrontiamo nel marketing riguardano l’imprevedibile mondo della mente umana: non possiamo cercare di tenerle testa con una grafica creata su “ciò che è bello” o “ciò che piace”.

Per ottenere il successo che merita, la tua azienda ha bisogno di far uscire sales letter che siano:

  • Estremamente leggibili;
  • In linea con i naturali movimenti dell’occhio umano;
  • Degli efficaci Cavalli di Troia che bypassino le difese anti-pubblicità dei tuoi clienti;
  • Collegati emotivamente al tuo copy e al tuo posizionamento, così da potenziarli sia nel breve, che nel lungo periodo;
  • Facilmente riconoscibili dai tuoi già clienti, in modo da potenziare il posizionamento visivo con sempre più efficacia;
  • Che catturino l’ATTENZIONE delle persone in modo efficace.

Applicare tutte queste regole alla grafica delle tue sales NON è qualcosa che si impara a scuola.

Non è nemmeno roba che uno impara lavorando sul campo per tanti anni, ma sono skill che solo un grafico specializzato nel direct marketing conosce.

Il Design a Risposta Diretta è una disciplina che puoi apprendere solo se hai una fortissima conoscenza dei programmi di impaginazione, delle neuroscienze e del direct marketing.

Pensaci: cosa può succedere se affidi le tue sales letter a un designer creativo?

Solo un disastro, visto che i designer creativi non hanno la minima idea di come funzioni il direct marketing.

Non sanno quanto sia importante che la tua headline sia estremamente leggibile.

Non hanno idea di quanto ogni singola riga del tuo copy non sia messa lì a riempire spazi, ma è parte FONDAMENTALE della trattativa.

Anche il migliore pezzo di copy, messo nelle mani di un designer non a risposta diretta, rischia di raccogliere solo BRICIOLE in termini di vendita.

Cosa succede invece quando affidi le tue sales letter a un designer a risposta diretta?

Succede che hai a che fare con un direct marketer specializzato nella grafica e che può consigliarti le migliori soluzioni per aumentare le conversioni.

E’ vero, lo paghi sicuramente di più del cugino che ha scaricato photoshop l’altro ieri e anche del grafico di paese abituato a fare i volantini per le sagre del casoncello.

Ma quello che ottieni è una sales, un magalog o un volantino che non lascia neanche una potenziale conversione per strada.

E non per magia, ma perché sono creati seguendo le rigide e misteriose regole della percezione umana.

Se affidi i tuoi materiali a un designer a risposta diretta non dovrai proporgli diecimila modifiche con il rischio che quello, stufo di farsi sbacchettare, smetta improvvisamente di rispondere al telefono e alle mail.

E non avrai nemmeno a che fare con un artista mancato che per sbarcare il lunario ha deciso di fare grafiche per le aziende.

Avrai invece finalmente al tuo fianco un vero e proprio consulente grafico che non solo creerà dei materiali di marketing al 100% a risposta diretta, ma che saprà anche assisterti nella loro ideazione proponendoti i formati migliori per la tua campagna.

Ma è davvero necessario avere al tuo fianco un DRD per la creazione dei tuoi materiali di marketing?

Dipende.

Puoi permetterti di rischiare di mandare in stampa le tue sales, i tuoi volantini o i tuoi magalog rischiando che convertano molto meno del previsto?

Puoi correre il rischio di bruciare cassa perché i tuoi clienti non arrivano alla Call to Action perché reputano i tuoi materiali amatoriali e difficili da leggere?

Se la risposta è no e ogni singolo centesimo nella cassa della tua azienda è sacro, allora hai bisogno di un designer a risposta diretta al tuo fianco.

O almeno di avere delle linee guida per applicare il design a risposta diretta ai tuoi materiali di marketing in autonomia.

E’ per questo che ho creato la guida al DRD “Prima leggerai questo, poi questo e infine questo”: l’unico manuale in Italia dove ti mostro regole ESTREMAMENTE PRATICHE da applicare in autonomia alle tue sales letter e a tutto il resto del tuo copy.

Clicca qui per scaricarlo gratuitamente

Spero di averti fatto conoscere qualcosa di bello, oggi.

E, magari, di averti ispirato a creare un prodotto unico nel suo genere… o almeno a comprare questi benedetti giochi della serie Souls e a spaccarti di PlayStation sul divano mentre pensi alla tua prossima campagna marketing.

Ci risentiamo presto, magari anche sul mio gruppo Facebook 

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Davide Filippini

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Davide Filippini

Davide Filippini

Fondatore, Chief Designer Officer di Filippini Studio e primo Desginer a Risposta Diretta italiano.

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plq

"Prima leggerai questo, poi questo e infine questo"

Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.

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