Come scegliere il font perfetto per le tue sales letter (e per il resto dei tuoi materiali di marketing)

Caro Imprendicopy,

benvenuto nel nuovo articolo di DRD.

Oggi parliamo di un argomento che salta fuori SEMPRE durante le sessioni di domande e risposte che faccio nei live sul gruppo.

Cioè qual è il font perfetto per le tue sales letter?

Sfato subito un mito: il font perfetto che va bene per ogni singola sales letter NON ESISTE.

Quindi inizia a toglierti dalla testa questa cosa: non esiste un font che va bene solo per le sales letter, solo per i magalog, per i volantini e via così.

Il motivo è semplice: il font perfetto non lo devi scegliere sulla base del materiale che stai inviando.

Esatto. Hai capito bene. Non va scelto sulla base del materiale.

Il font perfetto lo devi scegliere sulla base del “tono di voce” del tuo brand!

Pensaci: con la tua azienda stai creando un brand.

Ovvero qualcosa che ha un posto nella testa delle persone e non solo sul mercato.

Se hai fatto un buon lavoro a livello di branding, probabilmente la personalità della tua azienda è ben definita e ben differenziata all’interno del suo mercato.

Inoltre, se hai affidato la creazione del logo a un Designer a Risposta Diretta, hai anche delle grafiche create in ottica differenziante.

Insomma, la tua azienda ha una sua identità!

E’ come se, percettivamente, fosse quasi una persona.

Che ruolo hanno i font all’interno della costruzione di questa persona?

I font dei tuoi materiali sono il tono di voce del tuo brand.

I font sono il tono di voce di chi parla, perciò è FONDAMENTALE che non solo siano estremamente leggibili, ma che la loro forma coincida con il tuo messaggio di marketing (e quindi con il tuo copy).




E’ il motivo per cui non hai mai visto un profumo da donna pubblicizzato utilizzando un font grosso e massiccio.

Oppure un trattore destinato ai contadini della Bassa Bresciana venduto con un delicato font serif.

 

 

Per il semplice fatto che il tono di voce che ne uscirebbe, non sarebbe coerente con il brand, con il prodotto e nemmeno con il target.

Quello che devi fare mentre scegli i font è quindi chiederti: che tipo di personaggio parlerebbe con questo tono di voce? La mia azienda ha questo tipo di personalità?”.

Se la risposta è sì, allora sei di fronte a un’ottima scelta di font per la tua sales letter.

Se invece la risposta è no, allora continua a cercare.

Ma il tono di voce non è l’unico aspetto fondamentale per la scelta dei font per i tuoi materiali di marketing

Infatti anche scegliendo il “tono di voce” perfetto, sarà tutto inutile se il font che hai scelto non è estremamente LEGGIBILE.

E sì, lo so che insisto molto con questa storia della leggibilità, ma siccome nel 90% dei casi hai migliaia di parole in copy nei tuoi materiali, la leggibilità è FONDAMENTALE.

Ma cosa rende un font estremamente leggibile?

La leggibilità di un font è determinato da due fattori:

  • L’abitudine. Ovvero quanto il tuo lettore è già abituato a leggere quel font o quel tipo di font (questo è il motivo per cui i font troppo creativi NON VANNO BENE)

     

  • Il contrasto. Cioè quando le componenti visive dei font sono ben bilanciate.

Quindi, ti appresti a scegliere il font per la tua sales letter, assicurati di scegliere un font che sia “normale”.

Non incaponirti nel cercare un font che generi un effetto “WOW” nei clienti.

La ricerca dell’effetto WOW è una fissazione da grafici creativi e a noi non interessa minimamente.

Quello che ci interessa, piuttosto, è che il font scelto abbia tanti pesi diversi per giocare con i contrasti ed evidenziare le parti più importanti del copy.

Se te lo stai chiedendo, i pesi sono i “formati” diversi di una stessa font: italic, bold, semibold, semibold italic, light, e così via.

Più ne hai a disposizione, e più puoi giocare con i contrasti. Per questo è importante che i font che scegli abbiano sempre una buona dose di pesi tra cui scegliere.

Assicurati che il font che stai scegliendo abbia almeno 4 pesi diversi: bold, bold italic, regular e italic. Se riesci a trovarne una che ne ha di più, tanto meglio.

Dove trovare dei font gratuiti e con tanti pesi?

Esiste un sito che si chiama Google Font dove puoi trovare più di 800 font e famiglie di font diversi scaricabili gratuitamente e che puoi utilizzare senza problemi sui tuoi materiali di marketing.

Tra le caratteristiche di questo servizio c’è il fatto di poter filtrare i font per caratteristiche tra cui l’ampiezza, il numero di pesi e il tipo di font.

Figo, no?

Inoltre i Google Font sono facilmente sincronizzati con la maggior parte dei siti web, perciò non ti presenteranno nemmeno problemi di compatibilità.

 

Immagina i pesi dei tuoi font come se fossero dei veri e propri pesi da palestra: quelli più pesanti spiccano sicuramente di più, ma sono anche quelli più difficili da sollevare (e quindi, nel nostro caso, da leggere)

Devi solo fare attenzione al numero di pesi: purtroppo non tutti i Google Fonts ne hanno abbastanza da poter essere usati all’interno di una sales letter, perciò assicurati sempre che abbiano i 4 pesi fondamentali di cui ti ho parlato prima.

Quanti font devo usare nella mia sales letter?

Devi avere almeno due famiglie di font diverse: una serif (con le grazie) per il body copy e una sans serif (senza le grazie) per headline e sub headline.

In caso te lo stia chiedendo, i font serif sono quelli che vengono utilizzati nei libri, sui giornali e sono quelli come il Times, il Bodoni e il Garamond.

Sono ottimi per il body copy (cioè i paragrafi) perché sono altamente leggibili su carta. Colin Whieldon docet.

Riformulo un secondo: sono OBBLIGATORI I FONT SERIF PER IL BODY COPY SU CARTA, in caso a qualcuno non fosse ancora entrato nel cervello.

Dicevo: font serif per body copy. Sempre. Nessuna eccezione.

Ti sembrano da vecchio? Non ti piacciono?

Spulcia la sezione font serif di Google Font e vedrai che qualcosa di tuo gusto lo trovi di sicuro.

Finché guardi i font preimpostati sul tuo pc, certo che penserai che sono da vecchio.

A proposito di font preimpostati sul computer: EVITA DI SCEGLIERE I TUOI FONT DAI PREIMPOSTATI SUL PC.

Per due semplici motivi:

  1. Non tutti sono con licenza commerciale, anzi, la maggior parte IN TEORIA non potresti usarli perché hanno solo la licenza desktop e potresti usarli solo per lavori senza fini di lucro.

    Poi c’è da dire che è davvero difficile che qualcuno verrà a romperti le scatole perché hai usato un Helvetica senza permesso, però non si sa mai.

    Considera che i font vengono trattati legalmente come se fossero dei software, cioè dei programmi per il computer. Quindi attenzione.

     

  2. Sono stati usati così tanto che hanno iniziato a creare una percezione di “poco professionale” nella testa delle persone.

    Font come Helvetica, Arial, Bodoni e Times New Roman sono stati usati in così tanti contesti diversi (soprattutto da chi doveva autoprodursi i materiali di grafica), che hanno finito per sembrare poco professionali.

    Questo non significa che non vadano mai bene. Se nel tuo copy utilizzi un tono molto autorevole, allora il Times New Roman che, appunto, è un classico, può essere ok.

    Ma fidati quando ti dico che con un po’ di ricerca, puoi trovare di meglio su Google Font e senza avere la paura di stare usando font senza licenza.

Perdonami per la lunga digressione, ma era importante specificare questi aspetti.

Torniamo alla scelta dei font giusti per la tua sales letter.

Quale font scegliere per headline e sub headline?

Un font sans serif (senza le grazie) è una scelta pressoché obbligata.

Il motivo è semplice: headline e sub headline sono le parti più lette del tuo copy ed è importante che contrastino bene con il body copy.

Usare sempre lo stesso font sia per il body copy, che per headline e sub headline, rischia di far sembrare la tua sales letter un infinito muro di testo.

Salta subito all’occhio che una buona alternanza tra font bastoni e font graziati, crea sufficiente contrasto da facilitare di molto la lettura

E se una sales sembra un muro di testo, le persone si stancheranno in fretta di leggerla. Se va bene.

Se va male lo reputeranno troppo noioso fin dall’inizio e non ci proveranno nemmeno a leggerla.

Per questo hai bisogno di almeno due font diverse nella tua sales: perché metterne soltanto uno non darà abbastanza contrasto al testo e rischierai di annoiare i tuoi lettori.

La noia non è nemica solo del tuo copy, ma anche della grafica.

Un pezzo che sembra noioso e difficile da leggere, non farà altro che abbassare le tue conversioni.

Quindi occhio alla grafica. In particolar modo ai font.

Ricordati che i font sono il mezzo fisico attraverso il quale il tuo copy arriva nella mente del tuo lettore, perciò assicurati di sceglierlo correttamente.

Ricapitolando: quali sono le caratteristiche fondamentali del font perfetto per i tuoi materiali di marketing?

  1. Il font perfetto è quello che ha il tono di voce ideale per il tuo brand e il tuo prodotto;
  2. Il font perfetto è quello che si legge facilmente e senza nessuno sforzo;
  3. Il font perfetto è quello del quale hai la licenza e puoi usarlo senza problemi;
  4. Il font perfetto probabilmente non è tra i preinstallati nel tuo computer (che ti ricordo, sono senza licenza per solo uso commerciale)

Cosa devi fare nel concreto appena finito di leggere questo articolo?

Vai su https://fonts.google.com e fai due ricerche:




la prima per un font serif da usare nei paragrafi di testo.

Assicurati che abbia almeno 4 pesi diversi.

La seconda, invece, è una ricerca per trovare un font sans serif per le tue headline e le tue sub headline. Anche questo deve avere un po’ di pesi per poter giocare con i contrasti.

Entrambe sulla base di ciò che ti ho detto all’interno dell’articolo.

“Ok Davide, bellissimo, ma come stabilisco se il tono di voce del font che ho scelto è quello giusto”

Questa domanda l’ho tenuta volutamente per ultima perché è un argomento che va sul tecnico e non ha risposte definitive.

Vedi, il tono di voce di un font non è determinato da come viene progettato, ma da dove è stato usato quel font prima.

Vedi che già puzza di supercazzola? E’ tosto da spiegare.

Vedo di farti qualche esempio.

Hai presente i font gotici?

Spesso vengono utilizzati nelle fiere medioevali per le insegne, i volantini/pergamena, etc.

Questo tipo di font comunica tradizione, medioevo, etc. Giusto?

Ma non è che qualche designer si è messo lì nel medioevo e ha detto: “Ho un’idea! Ora creerò un font che quelli del ventunesimo secolo potranno usare alle fiere medievali! Sono un genio!”.

Quello che è successo è che, all’incirca nel medioevo la scrittura si è evoluta in quel modo per ragioni PRATICHE e quasi tutti i libri di quell’epoca sono scritti con quei caratteri.

Di rimando, nel presente, quel tipo di font richiama il medioevo, i cavalieri, la tradizione e via così.

Quindi togliti dalla testa che i font abbiano un significato intrinseco indipendente dal mondo esterno.

Ciò che da significato a un tipo di font, è COME E’ STATO USATO PRIMA.

Chiaro?

Sulla base dei contesti e dei brand da cui quel font è stato adoperato in precedenza, prenderà un certo tipo di significato.

Quindi per capire se un certo tipo di font va bene per il tuo brand o meno, è necessario fare molta ricerca

  • Ricerca sul target e su ciò che è abituato a leggere (libri, riviste, niente in particolare, etc.);
  • Ricerca sui font che è abituato ad associare al tono di voce che hai scelto per la tua azienda;
  • Ricerca su quelli usati dalla tua concorrenza e, in generale, nel tuo settore;

Solo grazie a questo tipo di ricerche sarai in grado di decidere con precisione i font perfetti per tutti i tuoi materiali di marketing.

E il bello sarà che, una volta decisi, non dovrai più pensare di cambiarli salvo in rarissime occasioni (tipo sulle copertine di libri e magalog, ma è un argomento complesso di cui magari parleremo un’altra volta.).

Ora capisco se, nonostante l’intenzione di questo articolo fosse di semplificarti la vita, ancora ti senti un po’ spaesato di fronte alla difficile scelta dei tuoi font aziendali.

I font a disposizione sul mercato sono davvero tantissimi e, se non hai un occhio allenato, è molto probabile che tu faccia fatica a distinguerli tra loro.

Ma non temere: trovare quello giusto non è impossibile e seguendo le indicazioni che ti ho dato in questo articolo, sarai in grado di scegliere quelli giusti (e poi, onestamente, già evolversi rispetto al Times New Roman sarà un enorme passo in avanti).

Se nonostante tutto dovessi trovarti in difficoltà, ricordati che hai sempre il manuale del DRD “Prima leggerai questo, poi questo e infine questo”.

Che, ti ricordo, puoi scaricare GRATUITAMENTE cliccando qui.

Al suo interno magari non troverai la guida definitiva alla scelta dei font, ma troverai tantissime altre regole da seguire per potenziare i tuoi materiali di marketing grazie alla grafica.

Ma non solo.

Infatti alla fine della guida troverai anche le istruzioni per accaparrarti una consulenza con me non solo a prezzo scontato, ma anche comprensiva di tanti succulenti bonus.

Anche per oggi è tutto!

Spero che questo articolo ti sia stato utile e che ti aiuterà ad aumentare le tue conversioni senza cambiare una singola riga di copy.

Noi ci vediamo settimana prossima con il prossimo articolo e ricorda:

il DRD è il design che fa funzionare il tuo marketing.

Davide Filippini

Caro Imprendicopy,

benvenuto nel nuovo articolo di DRD.

Oggi parliamo di un argomento che salta fuori SEMPRE durante le sessioni di domande e risposte che faccio nei live sul gruppo.

Cioè qual è il font perfetto per le tue sales letter?

Sfato subito un mito: il font perfetto che va bene per ogni singola sales letter NON ESISTE.

Quindi inizia a toglierti dalla testa questa cosa: non esiste un font che va bene solo per le sales letter, solo per i magalog, per i volantini e via così.

Il motivo è semplice: il font perfetto non lo devi scegliere sulla base del materiale che stai inviando.

Esatto. Hai capito bene. Non va scelto sulla base del materiale.

Il font perfetto lo devi scegliere sulla base del “tono di voce” del tuo brand!

Pensaci: con la tua azienda stai creando un brand.

Ovvero qualcosa che ha un posto nella testa delle persone e non solo sul mercato.

Se hai fatto un buon lavoro a livello di branding, probabilmente la personalità della tua azienda è ben definita e ben differenziata all’interno del suo mercato.

Inoltre, se hai affidato la creazione del logo a un Designer a Risposta Diretta, hai anche delle grafiche create in ottica differenziante.

Insomma, la tua azienda ha una sua identità!

E’ come se, percettivamente, fosse quasi una persona.

Che ruolo hanno i font all’interno della costruzione di questa persona?

I font dei tuoi materiali sono il tono di voce del tuo brand.

I font sono il tono di voce di chi parla, perciò è FONDAMENTALE che non solo siano estremamente leggibili, ma che la loro forma coincida con il tuo messaggio di marketing (e quindi con il tuo copy).

E’ il motivo per cui non hai mai visto un profumo da donna pubblicizzato utilizzando un font grosso e massiccio.

Oppure un trattore destinato ai contadini della Bassa Bresciana venduto con un delicato font serif.

Per il semplice fatto che il tono di voce che ne uscirebbe, non sarebbe coerente con il brand, con il prodotto e nemmeno con il target.

Quello che devi fare mentre scegli i font è quindi chiederti: che tipo di personaggio parlerebbe con questo tono di voce? La mia azienda ha questo tipo di personalità?”.

Se la risposta è sì, allora sei di fronte a un’ottima scelta di font per la tua sales letter.

Se invece la risposta è no, allora continua a cercare.

Ma il tono di voce non è l’unico aspetto fondamentale per la scelta dei font per i tuoi materiali di marketing

Infatti anche scegliendo il “tono di voce” perfetto, sarà tutto inutile se il font che hai scelto non è estremamente LEGGIBILE.

E sì, lo so che insisto molto con questa storia della leggibilità, ma siccome nel 90% dei casi hai migliaia di parole in copy nei tuoi materiali, la leggibilità è FONDAMENTALE.

Ma cosa rende un font estremamente leggibile?

La leggibilità di un font è determinato da due fattori:

  • L’abitudine. Ovvero quanto il tuo lettore è già abituato a leggere quel font o quel tipo di font (questo è il motivo per cui i font troppo creativi NON VANNO BENE)
  • Il contrasto. Cioè quando le componenti visive dei font sono ben bilanciate.

Quindi, ti appresti a scegliere il font per la tua sales letter, assicurati di scegliere un font che sia “normale”.

Non incaponirti nel cercare un font che generi un effetto “WOW” nei clienti.

La ricerca dell’effetto WOW è una fissazione da grafici creativi e a noi non interessa minimamente.

Quello che ci interessa, piuttosto, è che il font scelto abbia tanti pesi diversi per giocare con i contrasti ed evidenziare le parti più importanti del copy.

Se te lo stai chiedendo, i pesi sono i “formati” diversi di una stessa font: italic, bold, semibold, semibold italic, light, e così via.

Più ne hai a disposizione, e più puoi giocare con i contrasti. Per questo è importante che i font che scegli abbiano sempre una buona dose di pesi tra cui scegliere.

Assicurati che il font che stai scegliendo abbia almeno 4 pesi diversi: bold, bold italic, regular e italic. Se riesci a trovarne una che ne ha di più, tanto meglio.

Dove trovare dei font gratuiti e con tanti pesi?

Esiste un sito che si chiama Google Font dove puoi trovare più di 800 font e famiglie di font diversi scaricabili gratuitamente e che puoi utilizzare senza problemi sui tuoi materiali di marketing.

Tra le caratteristiche di questo servizio c’è il fatto di poter filtrare i font per caratteristiche tra cui l’ampiezza, il numero di pesi e il tipo di font.

Figo, no?

Inoltre i Google Font sono facilmente sincronizzati con la maggior parte dei siti web, perciò non ti presenteranno nemmeno problemi di compatibilità.

Immagina i pesi dei tuoi font come se fossero dei veri e propri pesi da palestra: quelli più pesanti spiccano sicuramente di più, ma sono anche quelli più difficili da sollevare (e quindi, nel nostro caso, da leggere)

Devi solo fare attenzione al numero di pesi: purtroppo non tutti i Google Fonts ne hanno abbastanza da poter essere usati all’interno di una sales letter, perciò assicurati sempre che abbiano i 4 pesi fondamentali di cui ti ho parlato prima.

Quanti font devo usare nella mia sales letter?

Devi avere almeno due famiglie di font diverse: una serif (con le grazie) per il body copy e una sans serif (senza le grazie) per headline e sub headline.

In caso te lo stia chiedendo, i font serif sono quelli che vengono utilizzati nei libri, sui giornali e sono quelli come il Times, il Bodoni e il Garamond.

Sono ottimi per il body copy (cioè i paragrafi) perché sono altamente leggibili su carta. Colin Whieldon docet.

Riformulo un secondo: sono OBBLIGATORI I FONT SERIF PER IL BODY COPY SU CARTA, in caso a qualcuno non fosse ancora entrato nel cervello.

Dicevo: font serif per body copy. Sempre. Nessuna eccezione.

Ti sembrano da vecchio? Non ti piacciono?

Spulcia la sezione font serif di Google Font e vedrai che qualcosa di tuo gusto lo trovi di sicuro.

Finché guardi i font preimpostati sul tuo pc, certo che penserai che sono da vecchio.

A proposito di font preimpostati sul computer: EVITA DI SCEGLIERE I TUOI FONT DAI PREIMPOSTATI SUL PC.

Per due semplici motivi:

  1. Non tutti sono con licenza commerciale, anzi, la maggior parte IN TEORIA non potresti usarli perché hanno solo la licenza desktop e potresti usarli solo per lavori senza fini di lucro.

    Poi c’è da dire che è davvero difficile che qualcuno verrà a romperti le scatole perché hai usato un Helvetica senza permesso, però non si sa mai.

    Considera che i font vengono trattati legalmente come se fossero dei software, cioè dei programmi per il computer. Quindi attenzione.
  2. Sono stati usati così tanto che hanno iniziato a creare una percezione di “poco professionale” nella testa delle persone.

    Font come Helvetica, Arial, Bodoni e Times New Roman sono stati usati in così tanti contesti diversi (soprattutto da chi doveva autoprodursi i materiali di grafica), che hanno finito per sembrare poco professionali.

    Questo non significa che non vadano mai bene. Se nel tuo copy utilizzi un tono molto autorevole, allora il Times New Roman che, appunto, è un classico, può essere ok.

    Ma fidati quando ti dico che con un po’ di ricerca, puoi trovare di meglio su Google Font e senza avere la paura di stare usando font senza licenza.

Perdonami per la lunga digressione, ma era importante specificare questi aspetti.

Torniamo alla scelta dei font giusti per la tua sales letter.

Quale font scegliere per headline e sub headline?

Un font sans serif (senza le grazie) è una scelta pressoché obbligata.

Il motivo è semplice: headline e sub headline sono le parti più lette del tuo copy ed è importante che contrastino bene con il body copy.

Usare sempre lo stesso font sia per il body copy, che per headline e sub headline, rischia di far sembrare la tua sales letter un infinito muro di testo.

Salta subito all’occhio che una buona alternanza tra font bastoni e font graziati, crea sufficiente contrasto da facilitare di molto la lettura

E se una sales sembra un muro di testo, le persone si stancheranno in fretta di leggerla. Se va bene.

Se va male lo reputeranno troppo noioso fin dall’inizio e non ci proveranno nemmeno a leggerla.

Per questo hai bisogno di almeno due font diverse nella tua sales: perché metterne soltanto uno non darà abbastanza contrasto al testo e rischierai di annoiare i tuoi lettori.

La noia non è nemica solo del tuo copy, ma anche della grafica.

Un pezzo che sembra noioso e difficile da leggere, non farà altro che abbassare le tue conversioni.

Quindi occhio alla grafica. In particolar modo ai font.

Ricordati che i font sono il mezzo fisico attraverso il quale il tuo copy arriva nella mente del tuo lettore, perciò assicurati di sceglierlo correttamente.

Ricapitolando: quali sono le caratteristiche fondamentali del font perfetto per i tuoi materiali di marketing?

  1. Il font perfetto è quello che ha il tono di voce ideale per il tuo brand e il tuo prodotto;
  2. Il font perfetto è quello che si legge facilmente e senza nessuno sforzo;
  3. Il font perfetto è quello del quale hai la licenza e puoi usarlo senza problemi;
  4. Il font perfetto probabilmente non è tra i preinstallati nel tuo computer (che ti ricordo, sono senza licenza per solo uso commerciale)

Cosa devi fare nel concreto appena finito di leggere questo articolo?

Vai su https://fonts.google.com e fai due ricerche:

 

la prima per un font serif da usare nei paragrafi di testo.

Assicurati che abbia almeno 4 pesi diversi.

La seconda, invece, è una ricerca per trovare un font sans serif per le tue headline e le tue sub headline. Anche questo deve avere un po’ di pesi per poter giocare con i contrasti.

Entrambe sulla base di ciò che ti ho detto all’interno dell’articolo.

“Ok Davide, bellissimo, ma come stabilisco se il tono di voce del font che ho scelto è quello giusto”

Questa domanda l’ho tenuta volutamente per ultima perché è un argomento che va sul tecnico e non ha risposte definitive.

Vedi, il tono di voce di un font non è determinato da come viene progettato, ma da dove è stato usato quel font prima.

Vedi che già puzza di supercazzola? E’ tosto da spiegare.

Vedo di farti qualche esempio.

Hai presente i font gotici?

Spesso vengono utilizzati nelle fiere medioevali per le insegne, i volantini/pergamena, etc.

Questo tipo di font comunica tradizione, medioevo, etc. Giusto?

Ma non è che qualche designer si è messo lì nel medioevo e ha detto: “Ho un’idea! Ora creerò un font che quelli del ventunesimo secolo potranno usare alle fiere medievali! Sono un genio!”.

Quello che è successo è che, all’incirca nel medioevo la scrittura si è evoluta in quel modo per ragioni PRATICHE e quasi tutti i libri di quell’epoca sono scritti con quei caratteri.

Di rimando, nel presente, quel tipo di font richiama il medioevo, i cavalieri, la tradizione e via così.

Quindi togliti dalla testa che i font abbiano un significato intrinseco indipendente dal mondo esterno.

Ciò che da significato a un tipo di font, è COME E’ STATO USATO PRIMA.

Chiaro?

Sulla base dei contesti e dei brand da cui quel font è stato adoperato in precedenza, prenderà un certo tipo di significato.

Quindi per capire se un certo tipo di font va bene per il tuo brand o meno, è necessario fare molta ricerca

  • Ricerca sul target e su ciò che è abituato a leggere (libri, riviste, niente in particolare, etc.);
  • Ricerca sui font che è abituato ad associare al tono di voce che hai scelto per la tua azienda;
  • Ricerca su quelli usati dalla tua concorrenza e, in generale, nel tuo settore;

Solo grazie a questo tipo di ricerche sarai in grado di decidere con precisione i font perfetti per tutti i tuoi materiali di marketing.

E il bello sarà che, una volta decisi, non dovrai più pensare di cambiarli salvo in rarissime occasioni (tipo sulle copertine di libri e magalog, ma è un argomento complesso di cui magari parleremo un’altra volta.).

Ora capisco se, nonostante l’intenzione di questo articolo fosse di semplificarti la vita, ancora ti senti un po’ spaesato di fronte alla difficile scelta dei tuoi font aziendali.

I font a disposizione sul mercato sono davvero tantissimi e, se non hai un occhio allenato, è molto probabile che tu faccia fatica a distinguerli tra loro.

Ma non temere: trovare quello giusto non è impossibile e seguendo le indicazioni che ti ho dato in questo articolo, sarai in grado di scegliere quelli giusti (e poi, onestamente, già evolversi rispetto al Times New Roman sarà un enorme passo in avanti).

Se nonostante tutto dovessi trovarti in difficoltà, ricordati che hai sempre il manuale del DRD “Prima leggerai questo, poi questo e infine questo”.

Che, ti ricordo, puoi scaricare GRATUITAMENTE cliccando qui.

Al suo interno magari non troverai la guida definitiva alla scelta dei font, ma troverai tantissime altre regole da seguire per potenziare i tuoi materiali di marketing grazie alla grafica.

Ma non solo.

Infatti alla fine della guida troverai anche le istruzioni per accaparrarti una consulenza con me non solo a prezzo scontato, ma anche comprensiva di tanti succulenti bonus.

Anche per oggi è tutto!

Spero che questo articolo ti sia stato utile e che ti aiuterà ad aumentare le tue conversioni senza cambiare una singola riga di copy.

Noi ci vediamo settimana prossima con il prossimo articolo e ricorda:

il DRD è il design che fa funzionare il tuo marketing.

Davide Filippini

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Davide Filippini

Davide Filippini

Fondatore, Chief Designer Officer di Filippini Studio e primo Desginer a Risposta Diretta italiano.

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plq

"Prima leggerai questo, poi questo e infine questo"

Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.

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Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.

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Al suo interno troverai le stesse linee guida usate da me e i miei ragazzi per graficare le sales letter perché aumentino le conversioni dal 40% al 300% in più senza cambiare una riga di copy.